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Francesco Pasinetti

Roma, aprile 1952. Il 2 aprile 1949 moriva a Roma Francesco Pasinetti. In occasione del terzo anniversario della sua prematura scomparsa, pubblichiamo alcuni brani di lettere da lui inviate, nel ’43, ad un amico che allora viveva in provincia.

Caro…
certo esiste una considerevole diffidenza verso tutti coloro i quali parlano di un cinema come espressione d’arte, verso un vero cinema. D’altra parte, tale atteggiamento è giustificabile, quando si vedano i film che comunemente vengono realizzati e proiettati. Il bello è poi questo: che gli stessi collaboratori si accorgono dei difetti tecnici, per non dire addirittura della sciatteria con cui certi film vengono realizzati, della assoluta incompetenza dei registi, i quali, poi, continuano a realizzare film, uno di seguito all’altro, pagati con trecentomila lire, poco più o poco meno. E i casi di taluni comici di varietà, che percepiscono un milione e mezzo? Ma lasciamo andare. D’altronde il cinema non è tutto così. Certo che i costi di produzione elevati pregiudicano il buon andamento della produzione stessa. Ecco perché bisogna cercar di fare film che abbiano un tono, uno stile, pur non costando molto. Ma le iniziative, se non mancano, riescono di difficile sviluppo.

In questi giorni si riparla del Museo, della Cineteca. Io spero che il progetto potrà venir realizzato. Anche qui vi sono ostacoli, difficoltà, soprattutto di ordine economico. Ma queste si superano. C’è poi da fare un’azione di ricerca dei vecchi film, di persuasione verso coloro che ne posseggono affinché li cedano al museo: a un concentramento, insomma, del materiale ora disperso in varie raccolte in una raccolta unica; senza peraltro che le diverse cineteche ne abbiano a conseguire danni; tutt’altro. Perché se esiste un museo che può conservare i film e ha soltanto questo scopo, se esistono decreti che ne tutelano il funzionamento, è possibile provvedere, per esempio, alla esecuzione di controtipi, allo scopo di lasciare alle varie cineteche o raccolte private le copie dei film in loto possesso, ma di salvarli dalla inevitabile distruzione o dal logorio, nel senso che il negativo controtipo garantisce la possibilità di effettuare altre copie, ecc. Ma sempre più mi persuado che è necessaria la esistenza di un Museo che si occupi soprattutto e quasi esclusivamente della conservazione dei film, non abbia altre attività, se non quelle per esempio, di istituire una fototeca, con fotografie desunte dai fotogrammi dei film, di realizzare manifestazioni con proiezione di vecchi film; cioè attività collaterali e dipendenti della principale. (…)
Francesco
12 aprile 1943
(tratto da Lettere di Francesco Pasinetti a un amico in provincia Cinema Nuova Serie Fascicolo 84 15 aprile 1952)

Fascicoli della rivista Il Ventuno – Direttore Francesco Pasinetti 1932-1937

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