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Lo spettatore critico – Mensile dello spettacolo 1954-1955

LE NOSTRE RAGIONI

Iniziamo la pubblicazione di questo numero mensile convinti che, mai come in questo tempo, lo spettacolo è stato al centro delle attività culturali del paese, specie nella misura in cui queste attività divengono fatto politico.
Non a caso in questo momento la vita del teatro, lungi dall’esaurirsi sul palcoscenico, dilaga sulle pagine delle numerose riviste specializzate, che ogni spettacolo variamente commentato ed ogni problema agitano e discutono con vivacità ed accanimento.
Ora il primo compito al quale Lo Spettatore critico intende dedicarsi è quello di una valutazione critica, assidua e consapevole, degli spettacoli. Le nostre consorelle maggiori, invero, largheggiano già di spazio in questa valutazione e quasi tutte non si arrestano alle cronache italiane, ma danno notizia, attraverso i loro corrispondenti, di quanto accade sulle principali ribalte del mondo. Noi apprezziamo ed ammiriamo, come è giusto e conveniente, questa loro opera di informazioni e di critica; ma, d’altra parte, ci sembra che essa trascuri, di solito, quel che oggi appare particolarmente necessario mettere in luce, la concreta realizzazione spettacolare del testo. In sostanza, la loro opera è opera di informazione sugli spettacoli e di critica della letteratura teatrale.
Noi riteniamo necessario, invece, che la critica si eserciti con maggior rigore ed attenzione soprattutto sulla regia, sulla scenografia, sull’interpretazione. Noi vorremmo che ogni spettacolo fosse criticamente discusso in tutti i suoi elementi costitutivi e che si facesse sistematicamente a meno degli apprezzamenti generici che, o significano troppo o, come è più probabile, non significano nulla.
Non si creda, però, che così operando si voglia annegare il testo nello spettacolo o addirittura dimenticarlo. Fino a quando non ci sarà inquadrato in modo metodologicamente serio e corretto il rapporto fra testo e spettacolo, sarebbe come mettere il carro innanzi ai buoi. D’altra parte però, la critica, rintracciando nel quotidiano mestiere gli strumenti logici necessari alla sua fatica, potrà fornire elementi utili a questo inquadramento teorico. Per ora non c’è che da valutare con lo stesso rigore e la stessa attenzione tanto il testo, quanto la realizzazione spettacolare di esso. Tanto più che, se davvero si vuol dare avvio ad una storia degli spettacoli, bisogna pure che ci si preoccupi di non disperdere notizie e materiale ad essa indispensabili. Questa la nostra ragione.

(…)

Lo Spettatore critico, Anno I, N. 1, 30 Novembre 1954

Nove numeri della rivista disponibili nel sito: Dal numero 1, 30 novembre 1954 al numero 12-13 Novembre-Dicembre 1955.

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