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Cinecittà riapre tre suoi teatri con la lavorazione di Cuore

Eugenia Barruero e Vittorio De Sica

Roma, Novembre 1947

Dopo oltre 4 anni di stasi, determinata dai danni di guerra, dalla occupazione tedesca e dalla susseguente utilizzazione degli stabilimenti come campo profughi, Cinecittà riparte i battenti e l’inizio del lavoro avviene mentre la derequisizione degli stabilimenti è tuttora incompleta.
Troppo lungo sarebbe elencare le dolorose vicende che avevano portato vicino al fallimento l’azienda e notevolmente ridotta la sua attrezzatura tecnica che solo in virtù di immani sforzi ha potuto rivedere, ricostituirsi e dare il suo contributo alla produzione nazionale del Paese.
Fronteggiata e quasi eliminata la grave situazione finanziaria (oltre 40 milioni di debiti), riunite le ancor notevoli attrezzature tecniche, adeguatamente rimesse in efficienza, Cinecittà ha potuto far subito sentire il peso e l’importanza del suo intervento, partecipando alla produzione in una misura che può valutarsi del 60 al 70 %, tanto più notevole se si pensa che i film prodotti dalla seconda metà del 1944 ad oggi ammontano ad oltre 150.
Risanato il bilancio, predisposto il programma per una parziale e graduale ricostituzione dei teatri e delle attrezzature tecniche, mentre si provvedeva alle improrogabili esigenze della normale vita aziendale, con costante lavoro di penetrazione e di adattamento, non si perdeva un minuto affinché Cinecittà potesse ridiventare un cantiere di produzione. E finalmente l’ora è giunta.
Ottenuta in settembre una parziale derequisizione di alcuni suoi complessi (teatro 5, sala musica e sincronizzazione, 17 celle film ed altre minori attrezzature) questi, malgrado i gravi danni subiti, venivano rapidamente rimessi in efficienza ed oggi, nel teatro 5, si può girare il primo film, mentre le maestranze, animate dal desiderio di veder ricostituita la loro grande famiglia, procedono alacremente al riattamento dei teatri 1,2,3 e 4.
Con l’inizio del nuovo anno la produzione italiana potrà trovare larga ed efficace ospitalità in un nucleo di 5 teatri adeguatamente corredati ed integrati dai più larghi mezzi tecnici.
Cinque teatri debitamente attrezzati, compreso il teatro 5 (m. 36X80) sono un notevolissimo apporto alla produzione nazionale, ma questo non fa abbandonare la fede di vedere in prosieguo di tempo la possibilità di una maggiore e più completa riattivazione se, come si spera, potranno essere portati a buon fine gli accordi con importanti Case di produzione nazionali ed estere che dovrebbero consentire di riattivare i teatri.
L’attuale Consiglio di Amministrazione di Cinecittà trova in questo suo programma l’assistenza e l’entusiasmo delle maestranze, del personale, e dei dirigenti che, come abbiamo detto, vogliono riportare la loro azienda alla primitiva efficienza, non trascurando i nuovi accorgimenti tecnici che si renderanno necessari.
Preceduta da una conferenza stampa nella sede provvisoria della Direzione, al Largo Chigi 19, la riapertura di Cinecittà si è svolta nella mattinata del 10 Novembre, con l’intervento dell’On. Giulio Andreotti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Dr. Vincenzo Calvino, Capo dell’Ufficio Centrale per la Cinematografia; dell’On. Proia, presidente dell’ANICA e di altre numerose personalità ricevute dal Dr. Oliva, Direttore Generale, e dal comm. Messineo. Amministratore Delegato della Società.
Erano anche presenti l’attrice americana Linda Christian e la novantenne «Maestrina della penna rossa» Signora Eugenia Barruero, giunta appositamente da Torino per assistere alle riprese del film Cuore prodotto dalla SAFIR.

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