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Mauro Bolognini gira La Viaccia

Claudia Cardinale Jean-Paul Belmondo La Viaccia

Roma, ottobre 1960

Stabilimenti De Paolis, ore 14. Molta animazione al teatro n. 3: Mauro Bolognini ha ricostruito un intero bordello della Firenze del 1880, con l’ingresso dominato dalla cassiera seduta su un podio come su un trono, con i salotti d’attesa rivestiti di velluti rossi peccaminosi, con i lunghi corridoi squallidi come quelli di un convento, con le stanze delle prostitute con arredamento bonariamente provinciale. Oggi c’è molta animazione perché si sta finendo di girare una scena nel grande salone rosso. Davanti a signori con gilet e catena d’oro, con ghette e i baffi a punta in su, passeggiano con goffa civetteria le ragazze della « casa ». Ragazze di tipo contadino, prosperose e rozze. Bolognini ha scartato di proposito le generiche del cinema; ha scelto ragazze incontrate per la strada, commesse di negozio, studentesse delle magistrali, domestiche a mezzo servizio, tutte egualmente opulente. Un personaggio di rara efficacia pittorica è la « maîtresse », un donnone severamente vestito di nero: è una professoressa di matematica.
Le ragazze sono tutte completamente vestite. I nostri nonni non volevano privarsi del sottile piacere dello spogliare la donna. Anzi Bolognini ha voluto rifare questa scena del salotto perché una delle « pensionanti » nel sedersi su un divano aveva compiuto un movimento scomposto, scoprendo le gambe, inguaiate di pesanti calze a righe, fino al ginocchio. Nella borghese atmosfera del salone rosso questo gesto era apparso talmente sconveniente da risaltare quasi come un’oscenità. Ora la scena va bene. Le ragazze sciamano nei camerini e Bolognini sposta la macchina da presa in un salotto più intimo, arredato in stile moresco. È quello riservato ai clienti di riguardo. Sono di scena Claudia Cardinale e Belmondo.
La Viaccia è la storia di un amore che nasce proprio in una « casa » della Firenze fine di secolo. La scena che ora si deve girare è quella di uno dei primi incontri fra Belmondo, il signorotto di provincia che viene a Firenze a far follie, e Claudia Cardinale, la prostituta che gli offre un amore con comprato ma sincero. In questa scena Belmondo, vestito da abiti pacchiani, è voluttuosamente sdraiato sul divano del salottino: attende con ostentata indifferenza l’arrivo di Claudia. Lo spazio di manovra per la macchina da presa è molto limitato e Bolognini deve misurare i movimenti al centimetro.
Mentre Bolognini sistema la scena, Claudia Cardinale si riposa in una speciale « poltrona verticale » costruita apposta per lei. Indossa, infatti, un vestito originale dell’epoca, ricco di stecche di balena e di cerchi metallici; non potendo sedersi, deve accontentarsi di appoggiarsi ad un piano inclinato provvisto di tacche. « Ciak! »: la Cardinale entra lentamente in campo e si siede vicino a Belmondo. O meglio, tenta di sedersi. La scena, infatti, deve essere interrotta perché il vestito non permette alla Cardinale un movimento naturale. Si ripete diverse volte ma sempre Bolognini deve intervenire con uno sconcertato « stop ». Alla fine di decide di cambiare il movimento: Claudia non si siederà accanto a Belmondo ma si inginocchierà davanti al divano. Tutte le luci ed i binari devono essere spostati.

Due fotografie del film La Viaccia di Mauro Bolognini

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