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Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia e Giancarlo Sbragia

Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia e Giancarlo Sbragia

La rappresentazione è piuttosto convincente. Risolto assai bene da Francesco Contrafatto il problema dei rapidi mutamenti di scena, e da lui raggiunti gli effetti perseguiti di ambientazione con l’uso di diapositive in felici rapporti spaziali, offerti da Angelo Musco intonati richiami musicali, abbiamo da Mario Landi una regia assolutamente apprezzabile per il suo stile asciutto e vigoroso. Nulla di banale e di provinciale: un ambiente siciliano colto nell’essenza dei suoi gesti e dei suoi silenzi, con una precisione per nulla coloristica; e una folla di tipi fissati nell’esatto punto psicologico e, quindi, espressivo.
Una recitazione, in tutti, ferviate talora commovente per convinzione e semplice forza. Se a Turi Ferro, un don Mariano di pastosa umanità, impegnato in un brano di solita bravura, spettano le sincere maggiori lodi, non possiamo minimizzare l’apporto di Mario Valdemarin, generoso elemento nordico, come capitano dei carabinieri, in sofisticata terra, e la bravura di Michele Abruzzo, il Maresciallo, di Elio di Vincenzo, ottimo Parrinieddu, l’ambiguo confidente (alla Peter Lorre), il vigoroso Pappalardo, l’efficace Lo Presti, il Leontini e il Cirino (una coppia terrificante  di impenetrabili vittime della mafia), il Mangano, Fioretta Mari i quali tutti, coi loro compagni, hanno recitato con precisione e affiatamento, autenticamente interpretando una vicenda troppo vera, che non provoca, se non moralistici scotimenti di capo. Vivo il successo.

Massimo Dursi
(Il giorno della civetta, di Leonardo Sciascia e Giancarlo Sbragia, Teatro Stabile di Catania, regia di Mario Landi, Resto del Carlino 1963)

Programma della ripresa dello spettacolo al Teatro Odeon di Milano, Marzo 1964

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